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Riflessioni al tempo del COVID-19

Circa un mese fa, sono andato presso il comune di Pietracamela per consultare l’archivio storico (Colgo l’occasione per sollecitare anche l’amministrazione del comune di Fano Adriano a farne uno anche da noi). Direte, cosa centra col momento che viviamo?

Centra, perché mentre consultavo i faldoni che mi interessavano, mi sono imbattuto in una cartella, dove c’era scritto: Epidemie, febbri contagiose, colera, vaccinazioni e cordone sanitario. Mentre leggevo quella cartella, mi veniva in mente quello che raccontava mia madre, che molte volte mi parlava della Spagnola, l’epidemia che scoppio tra il 1918 e il 1920, con milioni di morti. Il mio pensiero è stato quello di dire, oggi nel 2020, tutto questo non potrà succedere! Ora dopo pochi giorni mi sono dovuto ricredere, accidenti come siamo fragili! nell’ultimo secolo l’umanità ha fatto progressi giganteschi, mentre in millenni la società è stata ferma alla pastorizia e all’agricoltura. Ora siamo nell’era post industriale, con tante conoscenze ma non sappiamo come uscirne. Mia madre, raccontava, che a Fano nel tempo della Spagnola ci furono molte vittime, non ho mai saputo quante persone sono perite, per le guerre le conosciamo, ma per questa epidemia non lo sappiamo. Dovevano essere molti, a Fano c’erano molte famiglie e mia madre diceva che tutte avevano avuti una e più vittime, raccontava che l’unica famiglia che non era stata colpita, era quella di Pietro Riccioni, che conosciamo come Fracasso, non era stata colpita, perché Fracasso aveva fatto mangiare molto aglio alla sua famiglia. Leggenda o verità? Mia madre perse una sorella di nome Filomena, con la quale dormiva nello stesso letto e mi rammarico di non aver chiesto come si difendevano dal virus. Lei diceva, figlio mio, il padreterno non mi voleva! Nell’editoriale dei Grignetti, intitolato Il silenzio, dopo pochi giorni non è più attuale, si potrebbe dire: il trambusto, o in romanesco, la caciara. Dai balconi si tenta di esorcizzare il male con canti patriottici e quasi tutto San Remo. Nell’antichità si facevano sacrifici agli Dei e nel tempo, che raccontava mia madre, si pregava. Oggi, forse non si crede più agli Dei o al Padreterno, visto che sono state chiuse persino le chiese, e i sacerdoti non escono dalle canoniche. Come è scritto nell’editoriale “IL silenzio” tutto è ovattato quando nevica a Fano Adriano, e anche in autunno, aggiungo io, quando una foglia che rotola ti fa sobbalzare. Sicuramente passerà tutto, speriamo quanto prima e come in tutte le guerre, ci saranno morti, feriti e chi ne trarrà vantaggi. Ancora riflessioni, tutti ci siamo scoperti più fragili e senza certezze, la storia non insegna niente, la Spagnola, venne definita l’influenza dei tre giorni così lo stesso errore è stato ripetuto. Scontro politico, tra chi si affrettare a dare del razzista a chi diceva di chiudere le frontiere e chi faceva il progressista andando a mangiare nei ristoranti cinesi, addirittura il governatore del Lazio andava a Milano a brindare col sindaco Sala, con il risultato di finire in quarantena. Ultima riflessione, è giusto che le regioni gestiscano la sanità? La riforma voluta da una parte politica, per poter limitare il potere del ministro della salute, secondo me si è rivelata un bumerang, creando sanità di seria A e B, forse è giunto il momento di fare marcia indietro.

Grazie per lo spazio

Berardino Nisii

 

 

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