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Anni ’90… tutti d’un fiato

A pensarci bene, però, sono gli anni in cui muore Sandro pertini... Nelson Mandela torna libero dopo ventisette anni... a Berlino i Pink Floyd si esibiscono per celebrare la caduta del muro... le immagini crude della Guerra del Golfo fanno irruzione nelle nostre case... il Mac Donald’s più grande del mondo viene inaugurato sulla Piazza Rossa... esplode il movimento studentesco della Pantera che diffonde i suoi slogan via fax... ai polsi tutti hanno uno swatch... i primi telefoni cellulari non sono affatto smart e inviare un sms costa duecento lire... inizia l’era della comunicazione globale con l’avvento di Internet. ... e a Fano? A Fano... eravamo felici... molto! Era un microcosmo ovattato, una sorta di limbo protettivo dove sullo sfondo appena tratteggiato si scorgeva il resto del mondo. Chi non ricorda le spedizioni alla ricerca del “turlinsacco”; i pomeriggi intimisti alla Scacchiera; l’attesa senza fine del pullman di svedesi e del camper di “Stranamore”; le “scurpellate” dove nonne, zie, mamme, nipotine e Lello erano pronti a sfidarsi a colpi di spadellate; lo sballo rustico dei rave al secondo fontanile; l’inesorabile occhio documentaristico di Tri-Tri; le vecchie ruggini campanilistiche che si risolvevano sempre su un campetto a colpi di pallone; la riapparizione spassosa di Sette Effe in edicola e quella nostalgica del juke box al bar da Giovannone; l’odore delle telefonate nella cabina insonorizzata da Ida; le code claustrofobiche per aggiudicarsi la spianata; il profumo di tradizione, amore e famiglia dai forni dei Moreni; la ricomparsa della neve a Pratoselva e le tute da sci intere; le chitarre onnimusicanti degli amici del Roscio; le fantadomeniche calcistiche; le cacce al tesoro che coinvolgevano l’intero paese; i rally clandestini all’Annunziata; una nuova farmacia e una farmacista nuova; la spola Ida-Giovannone; il richiamo del suono delle campane la mattina di San Valentino; l’addio alle storiche aule delle elementari ed alla loro custode Minicuccia; l’energia positiva allo stato puro dei “benvenuto” di Pietro-Pietro; i giri di “padella”; lo schiocco delle bocce nei pomeriggi d’estate; il ritorno al “Boschetto”; le notti a squarciagola in Cannalecchia; i festini d’autunno al Comune; le corse con i sacchi dei bambini; le gavettonate di ferragosto; le gite festose ed accomunanti con Don Giovanni; le serate Trivial-i; l’irresistibile consuetudine consolatoria delle pennette alla vodka settembrine; le incursioni notturne in piazza di Trallone in mutandoni western per scacciare quelli delle due chiacchiere e una chitarra fino all’alba; ... il sorriso dolce di Paky ed il fascino ammaliatore di Adriana e... poi... e poi... ... se il “muretto” potesse parlare! Gli anni novanta a Fano? ...anni che hanno lasciato un segno... ma... nei nostri cuori.

Dannyghost

 

 

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