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Sant'Antonio

Sant’Antonio, il gruppo Sandandoniari e il backstage dell’evento.

DSCN4510-pngLa nascita del gruppo Sandandoniari di Fano Adriano non è databile con certezza. Le radici sono sicuramente molto antiche come testimoniato dai più anziani in paese che ricordano il canto votivo “da sempre”. La caratteristica più originale del gruppo è la sua connotazione naif, naturalmente improvvisata e scomposta, basata su un legame viscerale alla tradizione che si mantiene invariata da anni. Il gruppo è costituito da un nucleo centrale di persone particolarmente devote al Santo e al canto votivo allo stesso dedicato e da un corollario di cantori arruolati di volta in volta a seconda delle personali disponibilità. Il canto viene solitamente accompagnato da musici improvvisati con organetto, chitarra, tamburo e campanacci. I componenti del gruppo sono rigorosamente coperti da mantelli neri la cui severa e cupa uniformità fa da contraltare ai figuranti in costume del Santo e del Diavolo, tradizionalmente raffiguranti l’eterna contrapposizione tra il bene ed il male. La versione del canto, intitolata “Nel deserto dell’Egitto”, è quella della tradizione clericale e per tale motivo più austera rispetto alle versioni pagane certamente più note. Solo recentemente è divenuta consuetudine che il canto sia introdotto da un prologo pagano (vedi testo) che solitamente rende più leggera l’atmosfera  nel tragitto da porta a porta. I componenti del gruppo che impersonano rispettivamente il Santo ed il Diavolo, scelti nel passato in modo casuale nel gruppo, sono negli ultimi anni interpretati sempre dalle stesse persone, rispettivamente Alberto Cuccagna (Santo) e Giovanni Di Giorgio (Diavolo). Il gruppo porta il canto tradizionale tipicamente nella sera del 16 Gennaio, quando le tenebre rendono i contorni meno definiti e l’atmosfera più suggestiva. L’incontro dei componenti avviene tipicamente nella cantina di uno dei cantori (Giampiero Quaranta), luogo in cui avviene la vestizione del gruppo che subito dopo scalda le voci e prova il canto. DSCN5555-pngQuesta introduzione rituale prevede prima di uscire nelle strade un abbondante ristoro con i prodotti e gli alimenti più tipici della tradizione popolare. Nel corso della serata, la visita alle varie case mantiene, non modificata dal tempo, la stessa intimità e lo stesso pathos originale. Le persone che ricevono il Santo sono liete, spesso nella commozione dei più anziani, di ospitare il gruppo e di offrire ai cantori cibo e bevande di ogni genere. Al canto corrisponde, in segno di devozione e riconoscimento, una offerta costituita nel passato da prodotti alimentari (uova, salsicce, ecc.) attualmente sostituiti da una offerta in denaro. Concluso il giro del paese, i cantori si ritirano per il meritato riposo e chiudono tipicamente la serata con una cena finale. Il denaro delle offerte ricevute viene successivamente indirizzato per iniziative comuni (eventi ludici e conviviali o acquisto di beni per la comunità e le attività sociali).

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