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Eremo

er3Il vecchio sentiero per l’Eremo dell’Annunziata, Colle San Marcello e Santa Reparata. 

L’Eremo dell’Annunziata è uno dei posti più rappresentativi di Fano Adriano. E’ situato alla sommità del Colle San Marcello (che osservato da lontano è simile ad un promontorio), luogo questo di grande fascino ed attrazione per le sue qualità panoramiche. Da qui infatti si può apprezzare un panorama straordinario che contempla tutta la catena del Gran Sasso, i Monti della Laga, le zone e i paesi circostanti con le strade principali che ad essi accedono. Tale posizione lo ha reso nel tempo un luogo strategico, anche in ambito militare, per il controllo dei principali tratturi. In tempi remoti (con buona probabilità nel periodo medievale) lo stesso Eremo era probabilmente una semplice cappella situata all’interno di una fortificazione militare che copriva tutta l’area. Alla sommità di Colle San Marcello, come oggi comunemente si intende (cioè l’area rilevata immediatamente antistante l’Eremo), è ancora possibile osservare le vestigia di tale fortificazione. L’eremo è ora raggiungibile attraverso una strada carrabile, ma un tempo l’accesso era garantito da un sentiero di particolare fascino tuttora percorribile. La sua bellezza è esaltata dalla presenza di una grande biodiversità sia per quanto riguarda la flora che la fauna (possibile l’osservazione abituale di cervi, caprioli, cinghiali, volpi, lepri e una discreta varietà di uccelli).  Il tracciato inizia dalla parte alta del paese (dalla strada de lu fusse – attuale Via don G. Zilli – verso lu pajare de Caldare) da dove si raggiunge il Serbatoio comunale; di lì la via sale attraverso il bosco per viottoli che evitano la strada carrabile. Nei tempi trascorsi questo sentiero ospitava numerose processioni: una particolarmente sentita era quella propiziatoria di salute e guarigione per i malati gravi del paese. Una donna anziana capitanava una schiera di bambini che, salendo in processione ordinata, recitavano il rosario a favore del malato. Ai piedi di Colle San Marcello, lungo lo splendido sentiero che porta verso il Primo Fontanile, si trova una zona detta “li Fosse” (le fosse) che ospita un castagneto autoctono i cui frutti, di piccola taglia e poco nobili, sono tuttavia molto saporiti.  

Superato il Primo Fontanile, lungo la strada che da Fano porta a Pratoselva (circa 400 metri dopo sulla sinistra), è possibile osservare una edicola votiva dedicata a Santa Reparata e recentemente ricostruita sulle macerie di una antica cappellina. Tradizionalmente la gente d’Abruzzo è molto devota a Santa Reparata Vergine e Martire e il suo culto è molto sentito ad Atri, che nel 1362 istituiti una festa in suo onore fissandola per il giorno 12 Aprile. La leggenda vuole che la Santa protesse questo territorio dalle incursioni dei Saraceni avvenute intorno al IX secolo (alcune fonti narrano che la Santa “con spade infocate comparì nell’aria a sbaragliare le fitte schiere di saraceni invasori…”).          

 

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